Oggi, dopo aver ricevuto il nuovo programma di allenamento, ho deciso sotto consiglio del buon Carlo, di allenarmi in pista viste le distanze e i tempi da coprire.
Naturalmente, come da copione, il Buon Furio non mi ha seguito farneticando delle scuse variabili tra: non ho appresso il Garmin e: stasera ho gente a cena……come se cucinasse lui!!
Dopo aver quindi ricevuto l’ infame notizia della sua astensione, sono sceso in campo…e ho abbozzato questo allenamento tutto nuovo per me:
Riscaldamento: 10`
4×200 @ 52″ + 4×200 @ recupero
2 ripetizioni del seguente allenamento:
3×400 @ 4`40″ + 3×400 @ 5`20
1×600 @ 4`45″ + 1×600 @ 5`30″
1×800 @ 4`45″ + 1×800 @ 5`50″
Defaticamento finale….
Inutile dire che non avrei scommesso neanche 1 euro sulla mia prestazione, anche perche’ solo, senza stimoli ed in compagnia del mio fedele cronometro polar invece del GPS. Poi pian piano, l’allenamento ha preso forma, i tempi erano precisi senza l’aiuto dell’amico Furio, ed allora tutto mi e’ sembrato diverso…..
Ho rubacchiato sui tempi di recupero non attenedomi a cio’ che era indicato nel programma, ma tutto il resto e’ stato eseguito sino alla fine, saltando solo l’ultimo giro da 800 metri che e’ stato “integrato” nei tre giri finali di defaticamento.
Tutto cio’ non puo essere documentato vista la non disponibilita’ di un Garmin, ma la mia parola vale piu’ di un GPS…..e sopratutto piu’ di un “amico” che si perde stradafacendo…o meglio a tavola mangiando…!!!….!!!!
Oggi Marco ed io abbiamo aumentato il ritmo sulle ripetute brevi, da 4:20/km che abbiamo tenuto per piu’ di un mese, ad un temuto 4:10/km. Il timore di non riuscire a tenerli per tutte le ripetute era tanto.
Oggi eravamo solo in tre: Carlo, Maurizio ed io. Vista la “presunta” corsa lunga domenicale degli altri aspiranti runners del gruppo - ne riparleremo dopo - Tonino, Sam e Marco rifiatano. Io e Maurizio cerchiamo di mantenere un contegno dignitoso mentre ci riscaldiamo per qualche chilometro con Carlo. Ad un certo punto la notizia: Carlo deve fare le ripetute. Sfoglio l’album delle scuse a mente per sottrarmi all’impegno, ma le scuse credibili scarseggiano: bisogna andare.
